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Le iniziative italiane ed estere in materia di sicurezza stradale

Il tema della sicurezza stradale è un tema drammatico. I dati disponibili, pubblicati al 20 giugno 2012, ci parlano per il 2011 di 205.000 incidenti con lesioni a persone e di 3800 morti.


Se consideriamo l’intera Europa, ogni giorno muoiono sulle strade i passeggeri di un aereo di linea. Eppure si circola, nonostante molte famiglie portino sulle spalle le gravi conseguenze di un incidente stradale.


E' un fenomeno globale. Nei PVS, il numero dei morti sulle strade è in continuo aumento. Non a caso oggi la sicurezza stradale è una priorità per l’OMS. L’Assemblea Generale delle NU, ha proclamato un nuovo decennio di iniziative sulla sicurezza per il periodo 2011-2020.


Certamente molto è stato fatto, specie in Europa. Come emerge nella tabella nell’Euro zona gli incidenti sono diminuiti del 43%.  Peraltro il dato del 2011, è ancora più incoraggiante incoraggiante. In Italia, rispetto ai morti del 2001, siamo a – 46,4%, molto vicini all’obiettivo del Libro Bianco. Ma in ogni caso è una catastrofe.

Grafico 1: Tasso di mortalità nei Paesi dell’Unione Europea periodo 2001 - 2010

Fonte: European Transport Safety Council nell’Annual PIN report, 2011.

Nello specifico dal confronto fra i grafici riportati, possiamo notare come la stragrande maggioranza delle campagne riguardi soggetti che non hanno compiuto i 18 anni di età. Ora, tali soggetti sono raramente coinvolti in gravi incidenti stradali.
Se negli anni sono stati realizzati importanti passi in avanti, alcuni aspetti della mobilità urbana rimangono profondamente drammatici. La sicurezza stradale delle città è oggi un problema che “investe” in modo prioritario gli utenti deboli, pedoni, ciclisti, ancora oggi puntum dolens delle politiche per la mobilità. L’investimento di un pedone ha molte più probabilità di avere come esito la morte rispetto ad una collisione fra veicoli, il che pone anche un problema di equità sociale perché gli utenti non motorizzati sopportano il rischio derivante dalle scelte di altri soggetti.  
Di recente la Fondazione Caracciolo, ha realizzato una ricerca sulle iniziative per la sicurezza stradale, realizzate in Europa. Se in Italia, la sicurezza stradale dei pedoni (specie se anziani), non rientra fra le priorità, all’estero, invece, alcuni Paesi ne hanno fatto il fulcro delle loro politiche per la sicurezza. Molti Paesi hanno investito su campagne mirate, altri hanno implementato la sicurezza delle infrastrutture.

Oggi i titolari di pubblici poteri sono chiamati ad una grande prova di responsabilità. Peraltro garantire una mobilità sicura è un dovere, che ci viene imposto dalla Costituzione della Repubblica, art. 16 e dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. Questi documenti tutelo la libertà di circolare, quale requisito imprescindibile del diritto alla mobilità.
L’idea di approfondire le iniziative in materia di sicurezza nasce dalla necessità di calibrare il tiro per le politiche degli anni a venire. Per certi versi risponde all’idea motto greco, iscritto sul frontale del tempio dell’oracolo di Delfi,  “Conosci te stesso”.
Per rispondere a questi obiettivi la Fondazione Caracciolo ha realizzato una serie di studi sulle iniziative e sulla loro efficacia. I risultati sono molto preoccupanti perché spesso evidenziano l’inutilità delle misure intraprese, per diverse ragioni: eccessiva frammentazione dei progetti sul territorio, discontinuità degli interventi, contraddittorietà dei messaggi.
Guardando solo al rischio di frammentazione emerge che in Italia quasi il 90% delle iniziative di sensibilizzazione e formazione per la sicurezza stradale hanno un budget medio inferiore a 5.000 euro. Poi spesso ci si è accorti, per fasce d’età, che si fa molto dove serve meno. E viceversa.

Grafico 2: Confronto fra le iniziative in materia di sicurezza stradale e il tasso di incidentalità.

Distribuzione iniziative per classi di età - Fonte: Fondazione Caracciolo, 2008.

Morti e feriti per classi di età - Fonte: dati ACI - ISTAT, 2008.

 

Anche le rotatorie, che fisiologicamente hanno l’identità di opere create per migliorare la sicurezza stradale possono determinare gravi rischia per pedoni e ciclisti. In questa prospettiva  è meglio realizzare rotatorie di ridotte dimensioni che obblighino gli automobilisti a rallentare.
Le strade possono essere riprogettate per renderle sicure, con zone pedonali, fittoni che impediscano la sosta sui marciapiedi. Un tipo di intervento molto usato all’estero è il marciapiede che non si interrompe, obbligando il veicolo a superare un ostacolo, sistema peraltro già sperimentato dai Romani, 200 anni fa a Pompei.

Se il rischio di morte per i pedoni è del 10% a 30 km/h del 50% a 50 km/h e quasi del 100% a 70 km/h, diviene prioritario, in ambito urbano, attuare politiche rigorose sul rispetto dei limiti di velocità, anche avvalendosi dei moderni strumenti e delle potenzialità offerte dalla tecnologia.
E’ il caso della Spagna e nello specifico di Madrid che con l’introduzione di aree pedonali, di limiti di velocità stringenti ha ridotto sensibilmente il numero delle vittime stradali, ben al di là dei parametri richiesti dal libro bianco.


Fonte: Fondazione Caracciolo, 2010

 

In conclusione, per chiudere il cerchio, le iniziative in materia di sicurezza stradale per essere efficaci devono partire dai dati e i dati oggi ci dicono che la sfida delle città, dove si concentrano gran parte degli spostamenti, riguarda la tutela degli utenti deboli. Si tratta di una scelta di priorità che ci obbligherà in futuro a restituire spazi sempre più estesi alla mobilità individuale dei pedoni e a forme di trasporto dal basso impatto ambientali e dalle velocità ridotte.


Organizzare il futuro della mobilità urbana è una sfida di civiltà, che mette l’individuo al centro della strada. Perché, verosimilmente, la mobilità del terzo millennio, sarà  una mobilità a misura d'uomo.

L’articolo riporta considerazioni e grafici estratti dallo studio: Le iniziative sulle sicurezza stradale, Fondazione Filippo Caracciolo, Roma, 2010. Alcune considerazioni sul ruolo dell’automobile, anche in relazione al rapporto storico fra uomo e auto sono tratti dal volume di L. Levwnaski e C. Tintori, La sicurezza stradale, il Mulino, 2005.  La foto sulle strade di Pompei è stata estratta dal sito www.paesionline.it